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Ambliopia: Diagnosi e Prevenzione

Ambliopia (occhio pigro)

Per ambliopia, comunemente conosciuta anche come occhio pigro, si intende un difetto della visione centrale mono o bilaterale, che insorge nei primi anni di vita, nel quale non siano dimostrabili alterazioni delle strutture oculari e che, se trattato adeguatamente e tempestivamente, può regredire e migliorare.

Importanza sociale

La prevalenza di ambliopia varia, a seconda delle statistiche, dal 2% al 3,5%. Ciò significa che, considerando la popolazione europea e nordamericana, ne sono affetti alcuni milioni di individui. A seconda delle casistiche, essa rappresenta, nei primi 45 anni di vita, la prima, o seconda causa di deficit visivo.

Nell’1% dei soggetti di età superiore a 65 anni, l’ambliopia è riportata quale concausa di cecità, in associazione a patologie quali distacco di retina, glaucoma, maculopatie e cataratta.

Sviluppo delle funzioni visive

L’ambliopia è un’anomalia di maturazione e sviluppo delle funzioni visive.

Lo sviluppo della funzione visiva è particolarmente attivo e vulnerabile durante i primi 3 mesi di vita, lasso di tempo chiamato periodo critico per lo sviluppo della visione.

La funzione visiva si struttura grazie agli input sensoriali, per questo risente in modo determinante degli stimoli ambientali. Tale maturazione è sia anatomica che funzionale.

Questo sviluppo dipende dall’esperienza visiva alla quale va incontro il neonato durante quel breve periodo di plasticità detto periodo critico.

Questa fase gioca un ruolo cruciale nel rinforzare, rimodellare o eliminare i circuiti sinaptici costituendo un sistema integrato la cui strutturazione sarà quella dell’adulto.

Come diagnosticare l’ambliopia

La diagnosi di ambliopia si fonda sulla misurazione dell’acutezza visiva.

Nei bambini in età preverbale non è possibile rilevare una vera e propria acutezza visiva, ma è possibile eseguire, fin dalla nascita, l’esame del riflesso rosso.

Questa semplice manovra si esegue illuminando con un raggio di luce gli occhi del paziente che guarda la sorgente luminosa. Il test è normale se l’esame restituisce un riflesso rosso che illumina la pupilla e un riflesso bianco corneale. In presenza di anomalie oculari, il riflesso rosso viene alterato.

Nel bambino di 3-4 mesi si potrà anche valutare la capacità di fissazione e di inseguimento per escludere che si sia instaurata ambliopia.

La diagnosi di #ambliopia può essere effettuata con il test del riflesso rosso e misurando la capacità di fissazione e inseguimento | #ECM #FAD Condividi il Tweet

A partire da un mese di età, infatti, il bambino è capace di fissare il volto delle persone: la risposta pupillare è segno di funzionalità della via visiva fino alla corteccia, anche se può essere presente cecità corticale con riflesso pupillare integro.

La fissazione e l’inseguimento vengono testati coprendo un occhio del paziente e muovendo un oggetto davanti all’occhio non occluso. Un bambino con fissazione centrale deve guardare il target e seguirlo in maniera accurata mentre si muove. Di solito i bambini sono distratti dal volto dell’operatore, quindi è consigliabile muoversi nell’ambiente intorno al bambino, per osservare se il paziente segue l’operatore.

La presenza di fissazione centrale sta ad indicare che l’acutezza visiva è maggiore o uguale a 20/100. L’assenza di fissazione e inseguimento stabili indicano una diminuzione della visione.

Il ribellarsi all’occlusione di un occhio sta ad indicare visione scarsa nell’occhio non occluso. La mancata risposta alla luce, il nistagmo e la compressione del bulbo oculare sono segno di severa compromissione della visione in entrambi gli occhi.

Diagnosi ambliopia: la fissazione

L’importanza della prevenzione

Essendo gli effetti dell’ambliopia durevoli per tutto il corso della vita, ed essendo l’ambliopia curabile solo in età precoce, una diagnosi e un trattamento tempestivi rappresentano gli obiettivi ideali da perseguire.

Studi condotti su ampi campioni di popolazione in vari paesi, dimostrano che screening visivi eseguiti su vasta scala, riducono la prevalenza dell’ambliopia e migliorano la prognosi visiva dei soggetti ambliopi nel lungo termine.

In un’epoca di limitate risorse dei servizi sanitari occorre però valutare attentamente il rapporto costo/beneficio nella scelta del metodo di screening.

Studi molto recenti indicano un miglior rapporto costo/beneficio per screening basati sulla determinazione dell’acuità visiva in bambini di circa 4 anni.

Tuttavia, prima di quell’età è possibile arrivare alla diagnosi di ambliopia per via indiretta, grazie alla sorveglianza dei genitori sul comportamento del bambino nella relazione con l’ambiente e dei pediatri durante le visite programmate per l’accertamento del normale sviluppo psico-fisico.

#Ambliopia: è possibile arrivare alla diagnosi per via indiretta, sorvegliando il comportamento del bambino nella relazione con l'ambiente e durante le visite con il pediatra | #ECM #FAD Condividi il Tweet
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Articolo tratto dalla lezione del Percorso Formativo Professione Oculista della Dott.ssa Bertone  “Ambliopia” (ANNO 2011)
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